Il fintech continua a crescere: e le banche tradizionali che fanno?

Decolla il P2P lending, crescono le possibilità di accesso al credito. E anche sui mutui...

Francesco Megna
Il fintech continua a crescere: e le banche tradizionali che fanno?

La sfida del fintech al sistema bancario , dall'erogazione del credito ai sistemi di pagamenti è ormai incontenibile  e continua inarrestabile . Il comparto  dei finanziamenti a imprese e famiglie avrà presto dei nuovi attori protagonisti , altamente tecnologici e competitivi dal punto di vista dei costi. Non saranno dei semplici acquirenti di mutui,  ma entreranno nel business dell'erogazione dei prestiti. Gli USA  sono stati i 'caposcuola'  in questo business. Il fintech americano ad oggi infatti detiene  l'8% del mercato dei mutui Usa. Il fenomeno dei prestiti offerti dagli operatori fintech sta crescendo  rapidamente anche in Europa.Vi sono ad esempio,fornitori di mutui online che offrono tassi di interesse molto più competitivi  rispetto alle banche tradizionali. Per un mutuo a tre anni ad esempio una start del Nord Europa offre un tasso dello 0,95% contro l'1,6-1,9 offerto dal sistema creditizio La start up  ha raccolto l'interesse del 3,5% del mercato ipotecario locale nell'arco di pochi giorni dal debutto. In Italia siamo ancora agli inizi, soprattutto sul fronte retail, ma con numeri importanti in proiezione futura.  Nel primo trimestre 2018 le piattaforme italiane di peer to peer lending e invoice trading, , hanno erogato quasi 130 milioni, il triplo rispetto al trimestre equivalente dello scorso anno.

I prestiti personali (peer to peer lending per i privati)  nei primi mesi dell'anno crescono del 43% circa rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e del doppio rispetto al primo quarter del 2017.Il fintech va dunque veloce, offre servizi concreti, ha numeri in forte crescita. Dai già citati sistemi di pagamento in mobilità che superano le frontiere alle piattaforme di prestiti o raccolta fondi dai database che forniscono un merito di credito alle aziende fino agli algoritmi di gestione dei portafogli. Senza parlare delle criptovalute o dei meccanismi di sicurezza a disposizione delle banche.  

Sul mercato italiano operano  già alcune realtà fintech che offrono credito alle famiglie ;  aree promettenti sembrano l'insurtech (il digitale applicato alle assicurazioni), i pagamenti in mobilità, i presti alle imprese, i canali alternativi di investimento ; storie positive si trovano nel lending (i prestiti) , nell'anticipo fatture alle PMI e nel factoring digitale.  Non offrono ancora direttamente credito a medio-lungo termine coperto da garanzie, come i mutui sugli immobili perché la normativa prevede che sia una ancora una peculiarità degli operatori finanziari tradizionali. Rispetto al comparto  dei mutui/ casa ,  al netto di operazioni  di crowdinvesting immobiliari non ci sono progetti attivi nell’erogazione. La dinamica  di questo tipo di prestiti coinvolge troppi attori, tra cui notai, periti, agenti immobiliari, etc., inoltre manca la possibilità di sottoscrivere in maniera smart la contrattualistica prevista dalla normativa. Ci vorrebbe, per uno sviluppo strategico  di un prodotto digitale in questo settore, una rivoluzione normativa nel nostro Paese sulle modalità di acquisto, registro e valutazione degli immobili… allo stato attuale è difficile mettere in piattaforma un prodotto efficace. Si tratta però di barriere  che devono essere  presto superate.

Più che sui sistemi di pagamento sarà sul tema credito che si giocherà la vera sfida per le banche  L’erogazione del credito è il core business delle banche tradizionali. Tutto il mondo fintech si sta concentrando sui prestiti personali ; e ci si sta muovendo a step. All'inizio  tutti si posizioneranno sui prestiti personali, dopodiché, entro breve, si arriverà anche ai mutui. L’esperienza che il fintech ha avuto nei sistemi di pagamento ha dimostrato che c’è molto interesse anche sul tema della dilazione  delle spese, sia per chi la chiede sia per chi la offre I numeri in Italia sono decisamente ancora troppo piccoli e i vincoli restano importanti ma le banche tradizionali avvertono sempre più chiaramente che la concorrenza si sta facendo sentire .

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