FINANZIARE L'IMPRESA

Finanza alternativa: il credito
alle pmi sarà paneuropeo

Lendix diventa October. Dietro al rebranding, il piano di espansione e l’offerta di nuovi servizi. Ma anche lo studio di nuove regole per la Ue

Marina Marinetti
Finanza alternativa: il credito alle pmi sarà paneuropeo

SERGIO ZOCCHI, CEO DI OCTOBER ITALIA

Lendix da novembre diventa October. Sarà che i francesi proprio non riescono a fare a meno di giocare con le parole, sarà anche che la desinenza fa troppo Francia (ricordate Asterix?) e la radice fa fin troppo “prestito”. Connotazioni entrambe, che la piattaforma intende superare. Cambia il nome, quindi, e amplia il business. Per il brand di peer-to-peer lending numero uno in Europa si apre una nuova era: «Il nuovo brand deriva dal nuovo approccio verso i nostri clienti», spiega Sergio Zocchi, ceo di Lendix Italia (che d’ora in poi chiameremo October): «Non centriamo più la nostra proposta su un solo prodotto, il finanziamento, ma offriamo una serie di soluzioni per coprire le esigenze dei nostri clienti, le piccole e medie imprese, in tutte le fasi di vita della loro crescita».

Perché October?

È facile da ricordare ed è declinabile in tutte le lingue. October non è più un’operatore francese, ma paneuropeo. Il nuovo brand supera la confusione che la radice “lend” può generare: ci differenzia dai tanti operatori nello stesso spazio. Poi ottobre è il mese in cui venne lanciata Lendix, nel lontano 2014, ed è l’ultimo mese in cui la nostra proposta si limita al prestito.

Cos’altro offrite ora?

Vogliamo essere il riferimento per le aziende piccole e medie grazie a una serie di soluzioni per tutte le esigenze nei loro piani di crescita straordinaria, così come negli investimenti ordinari. A breve saremo presenti su tutti i nostri mercati con il noleggio operativo di soluzioni e attrezzature, sia in partnership con terzi che direttamente. 

A proposito di mercati: Francia, Italia, Spagna e poi?

L’espansione internazionale è un’altra chiave della trasformazione. Dalla fine di ottobre siamo operativi anche sul mercato olandese. E pianifichiamo l’avvio dell’attività in Germania nel corso del 2019. In Europa continentale abbiamo enormi opportunità di mercato.

Solo nella prima metà del 2018 gli operatori di alternative financing europei hanno erogato alle pmi già 2,2 miliardi di euro

In che senso?

Osserviamo una progressiva riduzione della disponibilità di risorse finanziarie per le piccole e medie imprese europee. Oggi il credito è disponibile, ma confluisce tipicamente su aziende di grandi dimensioni. 

Ma il mercato dei finanziamenti alternativi è ancora immaturo.

Come Lendix abbiamo già erogato finanziamenti per 250 milioni di euro su più di 500 progetti. In Italia siamo in pole position, considerando anche che siamo operativi solo da giugno 2017: parliamo di 30 milioni su 50 progetti. A livello europeo l’Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt (Aifi) relativamente alla prima metà del 2018 parla di 2,2 miliardi erogati alle piccole e medie imprese dagli operatori di alternative financing. Per quanto riguarda i mercati più maturi, nel Regno Unito soltanto nel secondo trimestre 2018 attraverso il p2p lending è transitato quasi un miliardo di sterline. Per la prima volta i flussi netti verso le piccole e medie imprese erogati dalle piattaforme alternative sono stati superiori ai flussi erogati dalle banche. 

L’Italia, però, non è il Regno Unito.

Noi puntiamo a servire il mercato dell’intera Unione europea: ci sono molti Paesi, ciascuno dei quali ha un potenziale simile a quello del Regno Unito da solo, che oggi non vedono operatori realmente capaci di operare a livello crossboarder per via della complessità della regolamentazione, fiscale e normativa, che è molto frammentata.

Ma puntate a farlo. Anzi, lo fate già. 

Fin dall’inizio abbiamo capito che un singolo mercato non era sufficiente per obiettivi ambiziosi di crescita. L’obiettivo è confermare October come operatore di riferimento per il finanziamento alle imprese nell’Europa continentale. 

Come?

Lavorando per uniformare il quadro normativo. La frammentazione normativa ostacola l’operatività al di là del singolo paese e di fatto impedisce l’espansione internazionale. Ma c’è un importante lavoro portato avanti dalla Commisione europea per definire un framework operativo comune per le piattaforme di crowfunding. C’è una serie di argomenti in discussione relativi al regime di autorizzazione per le  piattaforme che vorranno operare a livello internazionale. Ovviamente saranno soggette a restrizioni operative: il tema principale è la necessità di elevare gli importi erogati attraverso le piattaforme, che ora nei vari Paesi va da 1 a 5 milioni di euro. La proposta è di portare il tetto a 8 milioni di euro. Altre novità riguarderanno la gestione dei conflitti di interesse, l’adeguatezza degli investitori, specie privati, la tutela degli investitori, offrendo da una parte adeguati presidi e nello stesso tempo aumentando le soglie di ammissibilità delle aziende, per finanziare progetti importanti. 

Anche questa è una notizia.

Partecipiamo in maniera attiva ai tavoli di discussione e siamo coinvolti nella definizione del nuovo quadro regolamentare europeo, che ci aspettiamo entri in vigore nel corso del 2019. Sarà un cosiddetto “ventinovesimo regime” di autorizzazione che permetterà di operare a livello transnazionale. In alternativa si darà luogo all’armonizzazione degli attuali regimi nazionali. Gli operatori avranno la possibilità di scegliere se essere autorizzati secondo il regime nazionale oppure secondo il nuovo regime europeo, probabilmente supervisionato dall’European Securities and Markets Authority (Esma).

Nuove regole per armonizzare le normative in tutti i paesi Ue: si punta a un regime trasnazionale paneuropeo vigilato dall’esma

Già, per tutelare gli investitori.

Sia gli istituzionali che i risparmiatori vedono nel lending un’asset class interessante, che associa a un rischio basso rendimenti interessanti, con un impatto sull’economia reale e un’elevata decorrelazione da altri mercati: ovviamente i finanziamenti a società non quotate non risentono dell’eventuale volatilità delle borse.

I prestatori privati investono dai venti ai duemila euro per singolo progetto. Difficile fare grandi volumi.

E infatti abbiamo capito subito che la chiave per una crescita importante in termini di volume è legata alla diversificazione delle fonti di approvigionamento, coinvolgendo anche gli investitori istituzionali. E noi abbiamo avuto la fortuna e la capacità di coinvolgerli fin dall’inizio: i nostri partner storici sono Partech, CNP Assurances, Decaux Frères Investissements, Matmut.

E a giugno se ne sono aggiunti altri.

Abbiamo raccolto 32 milioni in equity per sostenere i costi di sviluppo della nostra attività per i prossimi anni. Oltre a tutti i nostri investitori e soci, che hanno contribuito all’aumento di capitale, hanno partecipato nuovi investitori internazionali, tra cui Idinvest Partners, Allianz France e CIR, la holding quotata della famiglia De Benedetti.

Anche lei partecipa agli investimenti?

Certo. Sono presente nell’azionariato e coinvesto. C’è un pieno allineamento di interesse. A October permettiamo ai prestatori privati di investire alle stesse condizioni e nelle stesse operazioni insieme agli investitori istituzionali. E in tutte le operazioni anche il managment di October investe risorse proprie in maniera importante.

Ma senza il paracadute di un fondo di protezione in caso di insolvenza.

Però abbiamo un commitment iniziale del 51% più la copertura della quota eventualmente non sottoscritta. È la caratteristica fondamentale del nostro modello, che ci permette di crescere, sia tra gli investitori privati che tra gli istituzionali, e di espanderci a livelli internazionali con un’offerta sempre più ampia.

Quanto conta in tutto questo la tecnologia?

È l’elemento chiave della nostra offerta: rende possibile offrire alle imprese una risposta certa e una proposta nel giro di 48 ore. Supporta la fase di valutazione e permette ai nostri team di analisti di avere accesso alle fonti dati in tempo reale, di interpretarli e di elaborare informazioni in maniera efficente. Ma allo stesso tempo l’esperienza dei nostri collaboratori “in carne e ossa” è fondamentale. Per questo in ogni paese October ha una propria squadra dedicata.

Da 30mila a 5 milioni di euro in pochi click

Veloce, semplice, trasparente. La selezione dei progetti da finanziare viene fatta da un comitato interno, che attribuisce un rating, il cui merito varia fra A+ e C ed è la sintesi di tre diversi indicatori: profitability, financials, management. Non appena il progetto viene valutato positivamente da October (già Lendix), bastano pochi click per ricevere entro 48 ore un’offerta di prestito da 3 a 84 mesi a un tasso lordo compreso tra il 3 e il 9,90%, da 30mila a 5 milioni di euro, per finanziare al 100%, grazie all’ampia rete di investitori privati e istituzionali, la ristrutturazione, il rinnovo delle attrezzature, l’acquisto di beni o di attività. Entro una settimana i fondi sono accreditati sul conto bancario dell’impresa, senza che questa debba prestare alcuna garanzia personale né stipulare una polizza assicurativa. Sul market-place di October sono ammesse tutte le società con sede legale in Italia che svolgono attività commerciali, purché attive da almeno un triennio e con un bilancio di esercizio dell’ultimo anno disponibile (non anteriore a 17 mesi), un fatturato non inferiore ai 250mila euro, in utile e senza procedure concorsuali in corso. Il plus dell’offerta? La visibilità del progetto, che viene sottoposto sia a investitori privati che istituzionali.

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