Turismo

Web e Turismo: dal viaggiatore al viaggiautore

Intervista a Roberta Milano, direttore marketing e digitale di Enit

 

Di Riccardo Venturi

 

Il tema dell’utilizzo del web per proporre nuove attività, che siano ricettive, di ristorazione, di guida ecc, è cruciale. Quale lo stato dell’arte? 

Il turismo è sempre più digitale, sicuramente più di altri settori. I comportamenti e le abitudini della domanda, con i turisti che incrementano acquisti e ricerche di informazioni online e da mobile, impongono all’offerta una presenza diffusa sul web e sulle diverse piattaforme social. Si tratti di destinazioni, ristoranti o hotel, la comunicazione non può più prescindere dalla presenza online. La promozione e la vendita devono essere presenti nei luoghi che le persone usano e amano. L’Italia era molto indietro nelle classifiche EU su utilizzo del digitale, in tutti i settori e nella PA. Ora stiamo cominciando a risalire grazie a progetti (guidati da Agid con cui noi di Enit stiamo collaborando) focalizzati da un lato su aspetti infrastrutturali e in parallelo su competenze e cultura digitale. Il turismo ne trarrà giovamento. Stiamo affrontando il tema tecnico degli standard e della interoperabilità dei dati, condizione necessaria per un vero salto di qualità del turismo digitale.

 

Esiste una consapevolezza dell’importanza del web anche tra le nuove micro imprese? 

C’è un tema che ha fortemente impattato il turismo prima di altri settori: la reputazione. Con lo sviluppo delle recensioni, il mercato delle imprese turistiche ne ha subito le conseguenze, positive o negative che fossero e ha acquisito una consapevolezza dell’importanza del web. Nei primi anni duemila, però, si parlava di reputazione online. Oggi è chiaro che la reputazione è una sola. La diversità sta nel fatto che in rete è molto più visibile e, di conseguenza, economicamente impattante. Il web non è un luogo a parte ma lo specchio dell’esperienza tangibile in un continuo rimando tra aspetti digitali e non.

 

 

Cosa si fa e cosa si potrebbe fare per incentivare e/o coordinare queste attività?

Il discorso è tanto importante quanto complesso. In sintesi si può identificare una dimensione strategica e una più operativa. Dal primo punto di vista l’attenzione del mondo economico è impegnato nel prevedere e nell’affrontare gli effetti della “4a rivoluzione industriale” in atto, caratterizzata da pervasività e velocità in ogni settore, turismo compreso. Ci si interroga sull’impatto dell’innovazione digitale in trasporti e servizi relativi all’ospitalità. Il governo sta creando un coordinamento del Piano nazionale Industria 4.0 con il sistema dei servizi, allo scopo di favorire l’upgrading tecnologico del sistema dell’offerta turistica, rafforzarne la competitività e consentire, in ultima analisi, che anche le imprese turistiche possano beneficiare degli incentivi previsti per l’Industria 4.0.  Sul piano operativo molto è invece possibile fare già da ora, basta comprendere i cambiamenti in atto e impostare le attività di marketing di conseguenza. Il viaggiatore è diventato un “viaggiautore”, condividendo in tempo reale non solo recensioni ma anche foto, emozioni, informazioni. Trasforma, consapevolmente o meno, i suoi viaggi in storie. Le testimonianze spontanee sono ancora più efficaci della promozione classica, percepita spesso come autoreferenziale. La sfida, anche per noi di Enit, sta nel proiettarsi all’ascolto, nell’individuare queste storie e nel renderle visibili o consultabili al maggior numero di persone. Con l’hashtag #Italianvillages, da noi lanciato a gennaio insieme alle Regioni in occasione dell’Anno dei Borghi voluto dal ministro Franceschini, abbiamo aggregato il racconto di tutti sul tema Borghi italiani. Abbiamo superato 66 milioni di impression tra Instagram Twitter e Facebook e 25mila utenti che stanno raccontando le meraviglie dell’Italia meno nota in ogni istante. È solo un esempio dei diversi e creativi approcci di comunicazione che devono essere messi in atto per una promozione davvero efficace.

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