Telefonini, il 5G è bello ma non serve a nessuno

Redazione Web
Business, Technology, Internet and network concept. Young busine

I prodi che hanno acquistato il biglietto per seguire dal vivo le Olimpiadi invernali in Sud Corea hanno potuto vivere un’esperienza più virtuale di quanto il loro acquisto farebbe pensare.

KT, Il colosso telecom sud coreano, ha dato loro l'opportunità di indossare dei visori che trasmettevano in realtà aumentata immagini riprese direttamente dai caschi degli sciatori - il tutto grazie ad una potente rete 5G, una delle prime al mondo. Il 5G - l'ultima evoluzione della rete mobile - è alle porte e promette di portare la trasmissione dati cellulare a soglie strabilianti: si potranno scaricare film ad alta risoluzione in due secondi, anche in città densamente popolate. La nuove rete permetterà la fruizione anche dei servizi più "data intensive" - dalla trasmissione di video in diretta, al virtual e augmented reality, a proiezioni para-fantascientifiche di ologrammi. Ma sebbene la tecnologia sia pronta - o quasi - il mercato non sembra esserlo.

Il pubblico vuole reti più veloci ma non vuole pagare di più. Dal 2012 al 2015 il fatturato per gigabyte di dati trasmessi su rete mobile è sceso del 50% - senza che ci sia stato un calo di costi equivalente. Per creare l'infrastruttura che serve al 5G, serviranno investimenti ancora più massicci del solito dovuti alla necessità di antenne più vicine e frequenti rispetto alle generazioni precedenti della rete. E non c'è neanche la garanzia che, fatti gli investimenti, i consumatori saranno abbastanza impazienti da volere un film scaricato in due secondi o abbastanza delusi dalla realtà normale da volerne una virtuale. Come spesso accade nel mondo dell'innovazione, la possibilità c'è già, il vero bisogno non ancora.

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