Economia

Regione Lombardia rilancia i Confidi (almeno lei)

Via libera alla valorizzazione del sistema dei Confidi, i consorzi di garanzia collettiva, la cui attività consiste nel prestare garanzia alle micro, piccole e medie imprese che operano nel territorio. Su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia Mauro Parolini, la Giunta regionale ha infatti approvato una specifica delibera con l’obiettivo di accrescere competitività ed efficienza di questo servizio.

Il provvedimento dà avvio ad un percorso di studio dall’attuale scenario, con la collaborazione di Finlombarda spa, per rendere questo strumento di accesso al credito ancora più aderente alle esigenze del sistema produttivo. Il lavoro di approfondimento porterà all’individuazione di nuovi standard di efficienza, che i Confidi si impegneranno a garantire attraverso un accordo con Regione Lombardia.

“La crisi di liquidità è un fattore che compromette, anche in maniera irreversibile, la competitività delle imprese e la loro stessa esistenza. Regione Lombardia ha messo in campo numerose iniziative per sostenere l’impresa e, proprio per facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese lombarde attraverso il sistema dei confidi – ha commentato l’assessore – abbiamo impiegato in questa legislatura oltre 60 milioni di euro”.

“Con questo provvedimento – ha aggiunto Parolini – si conferma la nostra attenzione in questa direzione e si apre un lavoro concreto per rendere ancora più solido e accessibile questo sistema di garanzie così radicato sul territorio, in modo da qualificare e rendere più efficace il sostegno al credito per le imprese e contribuire ad agganciare i primi segnali incoraggianti di ripresa economica”.

Parolini ha infine sottolineato che “il percorso tecnico (previsto dalla lettera r del Decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 112) che abbiamo intrapreso ha come obiettivo quello di limitare l’azione diretta del fondo centrale, facendo prevalere la garanzia dei Confidi regionali, più vicini e attendi alla dimensione e alla realtà produttive del sistema economico lombardo, che è fatto di piccole e medie imprese”.

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