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Protezionismo? Trump e Brexit sono effetti non le cause

In corso di svolgimento a Roma la XIII edizione del  World Customs Law Meeting incentrato quest’anno proprio  su multilateralismo e politiche protezionistiche

 

Di Elisa Stefanati

 

Brexit e Trump rappresentano gli epigoni della nuova tendenza protezionistica in atto, non la causa. L’effetto piuttosto”: lo afferma l’avvocato Sara Armella, tra i massimi esperti in fiscalità nazionale, internazionale e  di diritto doganale, nella sua relazione al XIII World Customs Law Meeting, incentrato quest’anno proprio  su multilateralismo e politiche protezionistiche. Il dibattito è iniziato ieri per proseguire oggi con il titolo “Il diritto doganale e la nascita di politiche nazionaliste di frammentazione regionale. Multilateralismo o protezionismo?”.

 

Le politiche doganali e la dialettica tra protezionismo e globalizzazione – in seguito al  nuovo corso della politica Usa (America first) e della Brexit – sono tornate infatti ad  essere oggetto di attenzione nel  dibattito pubblico e della cronaca.

 

Oggi soffia un  vento di populismo generalizzato – ha rimarcato l’avvocato– e ritengo che attribuire la ricomparsa dei muri solo a  Brexit e Trump sia un errore. Trump e Brexit  rappresentano,  l’effetto, e non la causa, della nuova tendenza protezionistica in un mondo che reclama il rialzo delle barriere contro la povertà. L’appello al protezionismo è stato alimentato dalla grave crisi del 2008 e dalle conseguenze sociali e politiche che ha determinato.

 

Altro tema al centro dei lavori, l’accordo del NAFTA e la ripresa dei negoziati per modificarlo. Rilevanti le tre squadre in campo:  Stati Uniti, Messico e Canada. Si è riaccesa come una miccia  la discussione sul  trattato sul libero scambio tra i tre Stati, che il presidente americano, Donald Trump, ha più volte attaccato, definendolo “il peggior accordo commerciale mai realizzato”. Minacciando l’abbandono. “I prossimi passi  diranno molto sulle future posizioni degli Stati Uniti in materia” il commento a caldo dell’avvocato Armella.

 

La  contrazione degli scambi globali è solo momentanea o è il primo segnale dunque  di un ritorno al passato dell’economia mondiale? Il quesito resta aperto . “ Se il multilateralismo va analizzato con attenzione e cautela, il protezionismo non è la risposta” ha ribadito senza esitazioni l’avvocato Armella.

 

Sui temi si sta confrontando un panel di relatori d’eccezione come il direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio Yi Xiaozhun, il direttore Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana Giuseppe Peleggi e il presidente dell’accademia organizzatrice Andrés Rohde Ponce. È poi previsto l’intervento di professori universitari e di operatori del settore.  Il dibattito prosegue anche oggi su Multilateralismo,  libero commercio, sostegno alla crescita e dinamismo economico.

 

Sara Armella è autrice delle monografie “Diritto doganale dell’Unione europea” (Egea, 2017), “EU Customs Code” (BUP, 2017) e della voce “Diritto doganale” (Enciclopedia Treccani online, 2016), è delegato italiano presso la “Commission on Customs and trade facilitation” della prestigiosa Camera di Commercio Internazionale di Parigi, e tra i fondatori, nonché unico professionista italiano, di “Green lane”, associazione internazionale di studi professionali indipendenti, specializzati in diritto doganale, fiscalità indiretta e commercio internazionale

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