Investimenti italiani in Francia, crescita esponenziale

Redazione Web
Investimenti italiani in Francia, crescita esponenziale

Il Consiglio direttivo AIFI – l’Associazione italiana finanziarie di investimento - ha analizzato i risultati di raccolta pubblicati da Francia e Germania e li ha confrontati con quelli italiani presentati lo scorso 26 marzo.

Gli investimenti in Francia sono stati 14,3 miliardi di euro contro i 5 miliardi dell’Italia. Tali attività sono state possibili grazie alla grande raccolta avvenuta oltralpe. In Francia, infatti, nel 2017 il fundraising ha raggiunto i 16,5 miliardi di euro, oltre il doppio di quanto realizzato in Italia, considerando sia la componente privata sia quella istituzionali: 6,2 miliardi di euro a cui si aggiungono 300 milioni derivanti dalla raccolta del private debt. Guardando ai principali investitori che hanno contribuito alla raccolta francese, 3,9 miliardi provengono dai fondi di fondi e 3,3 miliardi dalle assicurazioni.

In Italia è da registrare inoltre, nel 2017, il fundraising realizzato dai Pir (Piani individuali di risparmio) pari a 10,9 miliardi di euro e dalle Spac (Special purpose acquisition company) pari a 1,8 miliardi. “Spac e Pir hanno raccolto in totale circa 13 miliardi di euro, contro i 6,5 miliardi registrati dal private capital, segno che i capitali per investire ci sono; ora si tratta di fare sistema e farli ricadere nell’economia reale” - afferma Innocenzo Cipolletta Presidente AIFI – “Se le Spac si concentrano sulle pre Ipo e i Pir sul mercato secondario, il private capital si focalizza sugli investimenti nella crescita. Occorrono però più investitori di quelli attuali per dare alle imprese italiane la stessa potenzialità di sviluppo che hanno in questo momento le aziende francesi. Se noi chiudiamo 400 operazioni l’anno tra private equity e private debt, i francesi ne realizzano 2100, dobbiamo quindi cambiare marcia”.

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