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La startup che regala tranquillità

Famil.care monitora le attività di anziani e bambini

Per quanto riguarda i bambini, Raffaele Concone, ceo e ideatore della app, ha le idee chiare: «In Francia il 12% dei ragazzini intorno ai 14 anni si sveglia di notte, guarda Instagram, Fb e torna a dormire. Se io avessi un figlio che si comporta in questo modo sarei molto preoccupato, e se mi venisse offerto un aiuto esterno sarei ben contento di accettarlo». Famil.care, infatti, monitora il cellulare dei figli per vedere quante ore sono connessi, quante ore passano ai videogiochi. Il funzionamento è semplicissimo: si imposta il limite massimo di tempo che si vuole lasciare per il “divertimento” online. All’appropinquarsi della scadenza, lo smartphone inizia a mandare messaggi che mostrano l’inesorabile scorrere del tempo. Passato il periodo stabilito, viene inviata un’informazione al genitore.

Un altro aspetto che Famil.care consente di tenere sotto controllo è quello degli spostamenti. Permette di vedere la velocità che il ragazzo sta tenendo: se supera i 50 km/h o è in motorino con qualche amico che l’ha elaborato, o è in macchina con qualcuno. In ogni caso viene lanciato un allarme al cellulare del genitore.

Famil.care sta piacendo anche ai mercati. Ha ricevuto finanziamenti complessivi per 3 milioni di euro, di cui 1,5 da Intesa SanPaolo. Attualmente è sul mercato in Francia, Germania e Uk. In Italia gli accordi di marketing hanno consentito di aumentare ulteriormente il bacino di utenza arrivando a circa 5.000 utenti: è stata stretta una partnership con Farmidea, il più importante distributore farmaceutico italiano, per veicolare la promozione nelle farmacie. Inoltre, dall’inizio di luglio Famil.care viene consegnato ai dipendenti di Intesa SanPaolo all’interno dei piani di welfare aziendale.

«Stiamo parlando – aggiunge Concone – con Aeroporti Sea, che vuole introdurlo nei suoi piani di benefit, al posto della tradizionale chiavetta USB come regalo di Natale». E sul futuro dell’azienda, Concone ha le idee molto chiare: «Lo Stato dovrebbe facilitare i privati nel togliere dallo stato i costi degli anziani. Se la nonna ha Famil.care e cade, al posto di stare in corridoio 12 ore ci resta venti minuti, quindi invece di 3 mesi di ospedale farà due settimane (120 euro/giorno di costo risparmiati). I francesi l’hanno già capito e Famil.care è deducibile integralmente dalle tasse».

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