Economia

La scivolata della regina di Wall Street

Gli oltre 4 miliardi di dollari da pagare all’amministrazione Trump a causa della nuova riforma fiscale erano previsti. Ma quel che gli analisti non si aspettavano da Goldman Sachs è l’annuncio di mercoledì 17 gennaio: i ricavi della divisione della banca che scambia materie prime, valute, obbligazioni e prestiti, hanno toccato il livello più basso dalla crisi finanziaria del 2008. I buoni risultati della divisione Investment Banking non hanno evitato al titolo di Goldman un calo di circa il 3% a Wall Street. Anche perché altre banche sono andate molto meglio: è il caso di Bank of America, che proprio mercoledì ha comunicato ai mercati un profitto annuale di 21 miliardi di dollari, il più alto dall’inizio della crisi 10 anni fa, mentre anche Citigroup ha fatto segnare forti guadagni sia nelle attività bancarie al consumo che in quelle dei prestiti istituzionali. L’inattesa defaillance di Goldman Sachs conferma la debolezza del mercato obbligazionario: la stessa Goldman nello scorso trimestre ha guadagnato un miliardo di dollari da questo settore, una cifra che nel 2009 incassava in due settimane… Fra le cause di questa debolezza figurano la bassa volatilità, che rende meno appetibile la compravendita di obbligazioni; e le nuove rigide regolamentazioni finanziarie, che dopo la grande crisi del 2008-2009 hanno limitato la quantità di investimenti che le banche possono tenere nel portafogli, e quindi la loro possibilità di trattare grandi volumi.

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