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Italtel, matrimonio con Exprivia

La storia di Italtel, storico marchio delle telecomunicazioni affossato da debiti e da fondi senza scrupoli, potrebbe aver trovato un lieto fine

 

Di Marco Scotti

 

Il momento economico è positivo. La partnership solida. Le prospettive rosee. Devono essere stati questi i pensieri che hanno attraversato la mente di Stefano Pileri e Domenico Favuzzi, rispettivamente a capo di Italtel ed Exprivia, due società che hanno deciso di unire gli sforzi per diventare una multinazionale delle telecomunicazioni. Ma facciamo un passo indietro.

 

Italtel nasce negli anni ’20 dall’allora Siemens per creare telefoni e vede il momento di massimo splendore sotto la guida di Marisa Bellisario, che ne assume la guida nel 1981. Poi, la storia è quella di tante altre aziende italiane dal passato glorioso, dal presente disastrato e dal futuro claudicante: finisce nelle mani sbagliate, fallisce una quotazione in Borsa e accumula 200 milioni di euro di debito nonostante il buon lavoro fatto dall’amministratore delegato Stefano Pileri. Oggi dà lavoro a oltre 1.300 persone, di cui più di 250 all’estero e fattura circa 400 milioni.

 

Exprivia, invece, è un piccolo con idee da grande. Nata nel 2005 dalla fusione di due società. fattura “solo” 115 milioni, ma ha conti solidissimi e ambizioni importanti. Per questo, dopo le manifestazioni d’interesse di compratori stranieri (su tutti, gli indiani di Mahindra), Exprivia è riuscita ad accaparrarsi l’81% delle quote di Italtel investendo 25 milioni e partecipando alla ricapitalizzazione che sarà di complessivi 115 milioni di euro. I soldi verranno reperiti attraverso un’emissioni obbligazionaria di 17 milioni di euro, oltre a 8 milioni provenienti dalla normale operatività.

 

E ora? La nuova creatura, che per almeno tre anni manterrà inalterate le strutture societarie e manterrà i nomi al comando – anche se non si esclude un nuovo cda che sia espressione di Exprivia in Italtel – punta a diventare una multinazionale del settore, con 600 milioni di fatturato e circa 3.000 dipendenti. Proprio sul versante occupazionale arrivano le buone notizie: se è vero, infatti, che sono stimati circa 200 esuberi da Italtel, Exprivia ha già annunciato che provvederà a circa 130 assunzioni (la maggior parte delle quali provenienti proprio dagli ex Italtel) e, nel medio termine, potrebbe proseguire una campagna di allargamento dell’organico.

 

La neonata realtà ha le idee molto chiare su quale sia il settore su cui puntare: la rete 5G, le connessioni di ultimissima generazione che ancora non hanno un’infrastruttura completa. Per questo ha ricevuto un finanziamento Ue da oltre un milione di euro che consentirà lo sviluppo della rete di nuova concezione. Non solo: la partita sulla fibra continua a essere apertissima, visto che tutti i grandi operatori sono presenti sul mercato e stanno cercando di raggiungere anche quelle zone del paese che non sono propriamente ad alta densità. Una notizia che fa la gioia di Italtel.

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