L’auto diventa un telefono, altri (nostri) dati in libera uscita

Redazione Web
L’auto diventa un telefono, altri (nostri) dati in libera uscita

L’imperativo categorico è nobile ed è quello di dimezzare le vittime stradali. Per questo motivo, dopo anni di rinvii, a partire dal 31 marzo scorso, in Europa, i veicoli di nuova omologazione dovranno essere dotati di eCall, abbreviazione di “emergency call”, il dispositivo telematico che invia automaticamente una chiamata georeferenziata, in caso di emergenza o incidente a una Centrale che in tutta Europa risponde al numero 112. Significa che in ogni auto ci sarà obbligatoriamente una sim e un apparato telefonico cellulare. Un grande business, per società dinamiche come ad esempio Viasat Group, che sulla sicurezza in mobilità lavorano da anni. Ma anche una nuova connessione di tutti con tutti, una nuova enorme messe di dati – dove andiamo, cosa facciamo, a che velocità viaggiamo – in libera uscita. Pane per i denti degli hacker.

Di positivo c’è che l’eCall è una risposta di sistema a quel che gli automobilisti non possono o non sono in grado di fare, ovvero una immediata chiamata di soccorso. Perché intervenire nel giro di pochi minuti può fare la differenza, spesso, tra la vita e la morte. E si stima che la rapidità dei soccorsi possa migliorare fino al 40% in città e al 50% fuori città. Di negativo è l’uso piratesco che i malitenzionati faranno di questi dati. Curioso, in un paese come l’Italia che contro le violazioni della privacy rese possibili delle “scatole nere” ha alzato le barricate...

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