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Elezioni e social: arriva Electionmood

Il sito monitora 44 testate giornalistiche e oltre 80mila post monitorati con oltre 20 milioni di interazioni

Quali fattori caratterizzano il contesto in cui milioni di cittadini prendono la loro decisione di voto e quali temi influenzano la campagna elettorale e gli spazi sulle testate sono le due principali domande alle quali www.electionmood.it, il nuovo osservatorio dati indipendente sulla campagna elettorale 2018, darà risposta, ora per ora, ad analisti ed osservatori. A partire dall’analisi automatica degli insight social ElectionMood ci racconta il rapporto tra media, attori politici, utenti e argomenti dibattuti nel periodo più vivo della democrazia di un Paese, con un occhio al “mood” ovvero al sentimento generale dell’Italia che fa da frame interpretativo allo scontro politico e alle decisioni di voto in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Quest’osservatorio risponde in modo immediato anche alle ultime raccomandazioni dell’Agcom riguardo alla parità d’accesso ai social da parte degli attori politici. Fermo restando che i social restano per ora un luogo libero di espressione, già si sono affermate come sul web 1.0 le dinamiche dei media tradizionali, che anche sui social la fanno da padroni per numero di utenti. L’analisi dei dati è basata su due diverse tipologie di osservazione della rete come gli articoli postati di ora in ora dalle testate giornalistiche nei propri canali social e, ovviamente, la reazione del pubblico alle diverse notizie pubblicate mentre, osservati speciali del nuovo portale, sono 44 testate giornalistiche tra quotidiani, agenzie di stampa e principali canali news nazionali a partire dal 1 novembre 2017 per un volume di oltre 80 mila post mensili che generano una media di 20 milioni di interazioni e oltre 500 mila commenti.

Una frontiera interessante, dunque, anche per chi, finalmente, vorrà comprendere il reale peso di determinate notizie del dibattito pubblico sia dei media che degli utenti e forse, chissà, anche un primo strumento scientifico per arginare il costante aumento di fake news in un’era dove anche le più attente e avanzate legislazioni di mezza Europa faticano ad individuare un quadro normativo efficace di regolamentazione e contenimento di questa ormai vera e propria patologia del web.

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