Editoriali

Economy sbarca al Meeting di Rimini

Di Sergio Luciano

 

“Ma di cosa si occupa, questo giornale, con precisione?”: Carlo Pianigiani, di Todi, è il primo acquirente di una copia di Economy allo stand che il nostro giornale ha allestito nel padiglione B1 del Meeting di Rimini, la grande manifestazione organizzata da quasi quarant’anni Comunione e Liberazione che si è appena aperta e spiccherà il volo tra un’oretta all’incontro pubblico con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

 

“Si occupa di economia, naturalmente, ma proprio sul piano concreto”, gli risponde in sintesi Giovanni Sarti, che con il fratello Nicola e la sorella Anna presidiano lo stand, “cerca di dare suggerimenti pratici su come cavalcare le tante novità, i tanti problemi, ma anche le tante opportunità che i temi ci presentano”. “Ho due figli che studiano economia all’università, una a Bologna e l’altro a Perugia che sta per laurearsi, ma non leggono abitualmente giornali economici”, conclude Carlo: “Proviamo, va’! Lo compro!”.

 

Il cammino di Economy al Meeting comincia così, prima della Messa che alle 10,45 ha aperto la settimana di eventi, dibattiti, convegni, con le nostre copie in esposizione allo stand. In copertina, i volti dei ventisei ragazzi che hanno inventato, con Giorgio Vittadini, la mostra “Ognuno al suo lavoro – domande a un mondo che cambia”. Una mostra che si colloca al centro della tematica fondamentale del Meeting 2017: quella della responsabilità.

 

Il titolo è tratto da una frase di Goethe: “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”, e richiama ciascuno alla propria individuale responsabilità nei confronti della vita e delle opportunità – tante o poche che siano – ricevute in sorte o, appunto, in eredità. E quindi, pur non rinunciando a descrivere la inadeguatezza delle politiche per il lavoro adottate negli ultimi tempi – la mostra ospita alcuni pannelli con dati inequivocabili, al riguardo – ciò a cui viene richiamato ciascuno di noi è l’impegno, il mettersi in gioco, il coraggio di fare senza attendere passivamente gli eventi. Appunto, la responsabilità.

 

In questo senso, un approccio valoriale del tutto affine alla vocazione editoriale che il nostro giornale cerca di concretizzare numero dopo numero, proponendo “modelli, opportunità e soluzioni” per i desideri, i problemi, le esigenze di chi vuol darsi da fare, da lavoratore autonomo o dipendente, da imprenditore o da professionista, in qualunque modo purchè in un modo proattivo.

 

Con molta umiltà, assolutamente: ci vuol altro che un giornale per cambiare la maniera di intendere l’impegno di una società. Però, pur con tutta l’umiltà, anche col fervore della convinzione: i nostri, sono tempi di opportunità, ma anche di trasformazione, di autocritica, di “ricalcolo del percorso”; come fa un Gps, quando scopre che una strada è impraticabile e ne cerca una diversa per raggiungere comunque la meta.

 

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