Un nuovo polo innovativo al Kilometro Rosso

Marco Scotti

Il distretto nato a Bergamo e trasferitosi lo scorso anno nella nuova sede ha inaugurato nuovi corsi di formazione su big data e cybersecurity

Una partnership tra Experis Academy - il training center specializzato nei settori Engineering ed IT di ManpowerGroup-, Kilometro Rosso - il Parco Scientifico Tecnologico di Bergamo-, e Confindustria Bergamo ha dato vita a un polo di formazione per rafforzare la competitività delle imprese e del territorio impegnate nella sfida della ricerca di competenze per l’Industria 4.0.

I primi temi trattati, che promettono di formare circa un migliaio di giovani, riguardano i big data - le enormi moli di dati che ci troveremo a gestire negli anni a venire aumentando la connessione di un numero sempre crescente di dispositivi - e la cybersecurity, un tema ancora più cogente dopo la definitiva entrata in vigore del GDPR che avverrà alla fine di maggio.

Per presentare alla stampa questa partnership, è stato organizzato un incontro con i protagonisti dell'iniziativa e con i manager delle principali aziende coinvolte, da Hitachi ad ABB, da HPE a Dallara. Gabriele Morosini, che di ABB è division manager della divisione electrification products, ci ha spiegato meglio la parte relativa ai dati: «Il tema dei big data è quanto mai di attualità: siamo solo all'inizio di una proliferazione generale. Noi siamo pronti per quanto riguarda lo storage, ma è ovvio che serviranno strumenti adatti a contenere questa enorme mole. Il punto non è soltanto quanti dispositivi siano connessi, ma la capacità che ciascuno di essi ha di generare nuove informazioni a mano a mano che interagisce con il mondo circostante».

Parlare di un percorso formativo come quello voluto da Kilometro Rosso e Experis Academy offre nuove possibilità anche per colmare un gap strutturale tra nord e sud. «È innegabile - ci ha spiegato Stefano Scabbio, Presidente area mediterranea, nord ed Est Europa di Manpower - che esista un divario profondo tra nord e sud. Basti pensare che la disoccupazione nel distretto di Bergamo è un quinto di quella che c'è in alunne aree meridionali. L'innovazione può essere un catalizzatore per permettere al sud di crescere, ma è indubbio che serve una mobilità positiva. I ragazzi delle province più difficili devono essere pronti a venire al nord, dove c'è una maggiore occupazione e dove si creano posti di lavoro più qualificati. Inoltre, con Manpower stiamo crescendo molto nel tema della formazione e i nostri progetti stanno piacendo molto, perfino negli Stati Uniti. L'innovazione, se non diventa uno slogan mediatico, è una chiave di successo per l'intero sistema Italia e per l'imprenditoria nostra».

Parlare di cybersecurity, poi, costringe a toccare temi particolarmente cari a chi, come Dallara, ha fatto dell'innovazione più spinta la propria leva di successo. Ovvio che se qualcuno dovesse introdursi nei sistemi informatici dell'azienda si rischierebbe un danno incalcolabile. «Ma la sicurezza passa prima di tutto per gli uomini - ci ha detto Andrea Pontremoli, Amministratore Delegato e Direttore Generale Dallara Automobili -. Se non vengono svolte procedure adeguate da parte dei dipendenti, anche il macchinario più evoluto è totalmente inutile. Dallara, dal canto suo, ha progetti molto competitivi che devono essere custoditi. Questo succede da sempre, l'Industria 4.0 non ha cambiato granché il nostro modo di realizzare i prodotti, semmai ha alzato l'asticella per quanto riguarda le risorse umane, costringendo i dipendenti delle aziende a riprogrammare il proprio percorso di studi e professionali. Non si studia per non andare a lavorare, si studia mentre si lavora!».

Nel corso del dibattito Stefano Venturi, Corporate Vice President e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise in Italia, ha dichiarato: «Oggi l’espressione ‘Everything computes’ racchiude l'essenza della grande trasformazione dove tutto diviene digitale. Le competenze del futuro, in questo scenario dove la materia prima sono i dati, partono dall’abilità della loro gestione ed interpretazione. Il cambiamento è così rapido da richiedere una cultura digitale che significa anche capacità di adattarsi e rinnovarsi costantemente per cogliere le opportunità e le sfide future. Grazie alla skills revolution, alcune nuove professioni sono già nate, altre se ne creeranno più rapidamente di quanto il sistema formativo potrà metterne a disposizione».

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