Agroalimentare

Candonga, la fragola più contraffatta del mondo

Una fragola dal profumo e dal gusto inconfondibili, la “Candonga” lucana, è diventata il simbolo di un comparto agroalimentare in cui la contraffazione sta superando i livelli di guardia

Facile dire fragole, ma non sono certo tutte uguali. Alcune, come la “Candonga” lucana, sono autentiche eccellenze nostrane che tutto il mondo ci invidia. E che spesso e volentieri prova anche a copiarci, in barba alla disciplina che tutela i prodotti a denominazione controllata e protetta. La “Candonga” è coltivata in Basilicata, più precisamente nel Metapontino, che rappresenta la fragola di alta qualità italiana con l’80% di presenza sul mercato. Il marchio Candonga Fragola Top Quality è registrato, e le sue caratteristiche sono inconfondibili: una forma conica allungata, un colore rosso brillante, un calibro medi-grande (tra i 22 e i 23 grammi) e un periodo di raccolta fissato da gennaio a giugno.

La polpa rossa e croccante, unita a un aroma persistente e a un retrogusto intenso ne fanno un’eccellenza inconfondibile. Inoltre, questo tipo di fragola è particolarmente resistente, il che si traduce in tecniche colturali a basso impatto ambientale che richiedono un limitato utilizzo di trattamenti: un beneficio per la salute dei consumatori ma anche per l’intero ecosistema. Ma, dicevamo, c’è qualcuno che ha provato a “taroccarla”: nell’ultimo periodo ci sono stati sequestri in Emilia Romagna e anche in Basilicata. Si tratta di un’attività illecita che pregiudica irrimediabilmente i diritti esclusivi dei produttori, ma anche dei consumatori che si ritrovano sulle loro tavole prodotti non all’altezza.

“Le nuove varietà vegetali – spiega l’avv. Vincenzo Acquafredda dello studio Trevisan & Cuonzo, esperto di diritto agroalimentare e da anni “difensore” della fragola candonga – sono il risultato della ricerca e dell’innovazione che si produce in agricoltura.  Grazie all’innovazione varietale si ottengono varietà migliori in termini di resa produttiva e di qualità e questo ha un enorme impatto perché,  da un lato assicura livelli sempre più elevati di sicurezza alimentare e, dall’altro, garantisce la biodiversità e la sostenibilità ambientale. Le nuove varietà vegetali possono essere oggetto di tutela come privativa al pari di un brevetto d’invenzione e, sia a livello nazionale, sia a livello comunitario esiste un corpo di norme speciali molto dettagliate ed esaustive, in grado di assicurare una protezione molto efficace ad ogni costitutore varietale”.

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