Agroalimentare

Bertani festeggia i 50 anni dell’Amarone

La ricetta di un  successo dell’enologia italiana

Un tributo alle 6 annate storiche dell’Amarone Classico Bertani, nome di punta dei Bertani Domains, realtà di proprietà del gruppo Angelini,   che racchiude 6 marchi di grande tradizione nel panorama vitivinicolo italiano.

L’evento  ha visto protagoniste 6 annate storiche (1958, 1967, 1975, 1986, 2008 e 2009) dell’Amarone Classico Bertani, un’occasione unica per ripercorrere le tappe di un vino e di un’azienda che hanno dimostrato come si può diventare il riferimento.

Infatti, come  stato ricordato, se si dovesse perdere la ricetta dell’Amarone della Valpolicella solo un’azienda sarebbe in grado di garantire la sua riproduzione grazie ad una coerenza produttiva, un rigore stilistico, il massimo rispetto della più autentica vocazione di un territorio e dei suoi vitigni.

L’incontro milanese è stata l’occasione  non solo per celebrare due Cinquantenari speciali di casa Bertani (le “50 Vendemmie – 1958-2008” e  l’immissione sul mercato dell’annata storica 1967) ma anche “per raccontare la storia di un’azienda unica nel panorama vitienologico italiano che fin dalla sua nascita ha privilegiato la cultura del fare rispetto a quella del comunicare. Oggi sentiamo fortemente la necessità di raccontare la nostra storia, la nostra filosofia produttiva perché ci sentiamo eredi e custodi di un’esperienza imprenditoriale straordinaria che deve sempre di più diventare anche un patrimonio da condividere con tutto il nostro territorio al fine di potergli garantire una maggiore autentica impronta identitaria” sottolinea  Emilio Pedron, amministratore delegato di Bertani Domains.

Un’identità unica che, con le sue circa 120.000 bottiglie dal 1958 al 2007, rappresenta il più grande archivio storico di un’azienda vitivinicola non solo italiana.

“Un patrimonio importante – ha sottolineato Pedron – non solo per il suo valore economico (stimato in circa 25 milioni di euro) ma anche perché rappresenta una sorta di codice genetico del grande Amarone della Valpolicella. Un codice definito attraverso il perpetuare di un metodo di produzione che non si è mai modificato nel tempo, che ha sempre visto nel rispetto del terroir, anche attraverso la naturalità della messa riposo delle uve, il suo elemento di riferimento basilare. Per questo oggi non ci sentiamo “solo” custodi di vini preziosi ma custodi anche di un metodo di produzione che ha garantito non solo l’autorevolezza di Bertani, ma anche la credibilità di una denominazione”.

La casa vinicola Bertani nasce nel 1857.   L’inizio dell’attività dei Bertani coincide con lo spirito innovativo che spinge ad usare le più avanzate tecniche di produzione, sia in campo viticolo che enologico, applicate a tutte le proprietà di allora, in Valpantena e nel Soave.

Bertani fu tra le prime aziende in Italia a comprendere il valore del vino in bottiglia; grandi investimenti furono fatti fin da subito nelle vigne ed in cantina, per imbottigliare ed esportare la qualità italiana nel mondo con i vini Bertani, che già prima della fine dell’Ottocento attraversavano l’oceano Atlantico per essere apprezzati in molte città degli Stati Uniti.

Con più di 200 ettari di vigneto, oggi la Bertani è un’azienda solida con un costante aumento di distribuzione in Europa e nel mondo. Due le cantine storiche, quella di Grezzana, attuale sede e cuore pulsante dell’azienda dove si svolgono le attività di vinificazione, imbottigliamento e di spedizione, e Tenuta Novare ad Arbizzano di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, culla di grandi rossi come l’Amarone e il Valpolicella Classico Superiore.

Partendo dal valore e dal successo di Bertani, nasce nel 2014 Bertani Domains, brand che racchiude le 6 case vitivinicole appartenenti ai tenimenti Angelini. Stiamo parlando di 6 marchi molto noti in Italia e nel mondo, in quanto  espressione della tradizione dei vini italiani: Val di Suga, Trerose, Bertani, San Leonino, Puiatti e Fazi Battaglia. Bertani Domains, con 160 dipendenti, ha chiuso il 2016  con un fatturato consolidato   di 24 milioni diviso 60% estero e 40% Italia. La previsione di chiusura per fine 2017 è un + 12%, per complessive 4 milioni  di bottiglie prodotte e una quota di export pari al 60% del fatturato.

“La nostra crescita è progressiva, guidata  dalla capacità di innovare e rivalutare uve e abbinamenti che siano espressione delle potenzialità organolettiche delle vigne”, aggiunge Pedron. Tenimenti Angelini nasce nel novembre 1994, con la simultanea acquisizione di tre storiche cantine in Toscana (Azienda Agricola Val di Suga a Montalcino, la Tenuta Tre Rose a Montepulciano e la Fattoria San Leonino a Castellina in Chianti), tre poli produttivi nelle tre denominazioni di maggior peso della Toscana: Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano e Chianti classico. Successivamente si sono aggiunte Bertani, Puiatti e, nel 2014, Fazi Battaglia.

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